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mercoledì 16 marzo 2011

Caro blog.

Domenica ho avuto un appuntamento. Incredibile vero? Un appuntamento, non un'uscita per accompagnare qualcuno a fare qualcosa, o peggio, andare a casa di qualcuno indaffarato nelle sue cose e neanche a far serata con il solo scopo di sbronzarmi assieme a un'altro per ammazzare la timidezza e incolpare il giorno dopo l'alcool delle conseguenze. Sono uscita con un ragazzo che aveva voglia di parlare con me davanti a una birra.

Si chiama Massi e solo adesso mi sono accorta di non avergli ancora dato uno dei soprannomi cui sono solita chiamare i ragazzi con cui esco. Meglio così? Comunque sono rimasta contenta dal fatto che non mi sia saltato addosso al primo colpo, cosa che sembrava diventata ormai una normale prassi e che aveva davvero ammazzato ogni mia fantasia di incontrare il principe azzurro. Per la prima volta dopo tanto tempo, sento che la fretta di scoprire non mi appartiene minimamente, e voglio farmi solleticare da questo ritorno ai vecchi metodi, di conoscere l'altra persona man mano frequentandola, senza tirare a indovinare le sue intenzioni, senza bruciare le tappe e iniziare qualsiasi cosa spiegando la me stessa di oggi per le cose passate, buttandomi addosso già merda da sola, per giustificare ciò di cui sarò colpevole domani. E a quanto pare anche Massi è della mia stessa idea. E' molto spensierato e ottimista, ma anche posato e con i piedi per terra, e mi piace, forse è quello che cerco in questo momento. Sì, è quello che mi piacerebbe essere per realizzarmi adesso. Poi è una persona molto intelligente, anche se non vuole farlo vedere e questo mi piace ancora di più. Credo che caso mai non dovesse scattare la scintilla, ci avrò guadagnato un amico speciale.

Passiamo a lunedì, mi ha chiamato Paolo per andare ad allenarmi con lui, e così ho preso l'occasione al volo e sono andata a fare una prova nella palestra dove si allena. Che dire, lo sforzo fisico è la mia seconda ancora di salvezza, un mondo in cui in passato mi ci son buttata a pieno per scollare dalla testa i brutti pensieri che mi portavano a brutte abitudini, e di conseguenza a brutte compagnie. Sentirmi in forma mi faceva bene, non solo fisicamente, ma l'energia positiva che ne traevo dava un sollievo anche alla mia psiche. E rientrare in quel mondo in cui do prova a me stessa dei miei sforzi, mi fa sentire viva e mi manca. Ho voglia di tornarci, anche se sono due giorni che ho male ovunque, e sono una continua smorfia di dolore ad ogni movimento.

Ieri invece sono andata a cercare un regalo per O., perchè oggi è il suo compleanno, oltre a essere la vigilia dei 150 anni dell'unità d' Italia, doppio motivo per cui stasera parteciperemo alla famosa notte bianca a Torino, anche se il tempo è una continua e fredda pioggia battente, che ti fa passare tutte le voglie di uscire. Ritrovo al bar Hdemia, non vedo l'ora. Chissà se il libro I berlinesi di Sven Regener, rigorosamente incartato nelle pagine del catalogo dell' Ikea potrà piacere a una Berlino-dipendente come O.. Nell'indecisione, le ho fatto anche un cd dei Verdena, con le loro prime canzoni che per la sua giovane età non ha mai avuto modo di sentire, in ricordo del concerto antisgamo ascoltato per metà. Sono ansiolitica!

1 commento:

  1. Cara U, c'è chi qua s'è preso una cotta virtuale per te e tu te ne sei andata.

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