Riprendo i ricordi di una settimana fa. Venerdì scorso, è scattato il piano x: ovvero io e O. abbiamo tentato il colpo grosso, cercando di entrare al concerto dei Verdena al Hiroshima e ovviamente senza biglietto, poichè era tutto esaurito già da due mesi, ma con una furbata in testa degna di due geni del male.
Il piano consisteva nel farci il classico timbro sulla mano che ti fanno al momento dell'ingresso con il biglietto (per cui ringraziamo tanto il papà di O. per il gentile prestito dei suoi timbri da lavoro) e con nonchalance inbucarsi dentro alla mischia, e facendo finta di essere quelle già entrate e uscite giusto per una siga e quindi senza giacche (che avevamo furbamente pensato di lasciare in macchina) mostrare il timbro "pagato" sulla mano per rientrare, così da eludere la sicurezza e goderci i Verdena dal vivo!! Un piano GENIALE! Geniale fino a quando, ormai a un'ora di concerto, il buttafuori che guardandoci il timbro ci aveva fatto entrare, in mezzo a quella marea di gente è riuscito a trovarci e a sgamarci. Incredibile. Dovevano aver fatto la spia 3 ragazzi conosciuti fuori a cui O. ingenuamente aveva raccontato del piano di imbucarsi, e non riuscendo loro nell'impresa, io sono convinta che ci abbiano tradite. Maledetti! Il tipo della sicurezza ci aveva riconosciute, e con una torcia puntata sulla faccia e con tanto di occhi estranei puntati addosso (immensa figura di merda) ci ha chiesto di seguirlo fuori, dove ci ha gentilmente dato la possibilità di pagare o sloggiare. Beh, naturalmente abbiamo fatto quelle orgogliose che se ne sono andate. Ma non prima di complimentarmi con lui per la fortuna che ha avuto nel trovarci in quel caos di carne umana ammassata e sudore puzzolente, e per l'ottima memoria fotografica, che senza dubbio bisogna riconoscergli.
Sabato invece penso di avere avuto una serata che non vorrei più ripetere, che è iniziata con il solito fine lavoro e salto veloce a casa per cambiarmi per schizzare poi in centro. Era il compleanno di Max, l'omone di 2 metri per 150 kili che si diverte sempre a piroettarmi tra la folla. Erano ancora al cinese a finire di cenare, quindi mi sono armata di me stessa, sono scesa ai muri, ho preso da bere al solito Gianca e molto beatamente ho acceso la prima miccia della serata. Sola con i miei pensieri. Me la sono letteralmente goduta. Presto la serata si sarebbe trasformata in un incontro continuo di gente e tra i tanti, becco Vins, con dei suoi amici con cui passiamo da un locale all'altro nell'attesa di A., il "ragazzo" di M. che ovviamente non è mai arrivato. Arriva il festeggiato con tutta la truppa al seguito con cui intermezzo perdendo di vista Vins. Arriva anche Mirko, con il quale invece scatta un limono duro senza perchè. E dentro la mia testa l'insolita frase "ma lascialo perdere, lascialo perdere!". A fine serata ho avuto la mia spiegazione, quando, alle 5 decidiamo di tornar su insieme, lui alla sua macchina io alla mia, ed è lì che il mondo per me si è fermato completamente. Non appena seduta in auto, ho avuto la sensazione di non starci più dentro, e con una prontezza di riflessi di cui mi stupisco, ho fatto appena in tempo ad aprire la portiera e... sboccare l'anima. Che in realtà era solo alcool, perchè effettivamente dopo 4 cocktail a stomaco vuoto e micce killer sulle labbra tutta la sera, avrei potuto pensarci di mangiare qualcosa. Ebbene, a danno fatto, e in completo stato di ansia-panico-collasso ho trovato la forza di chiamare qualcuno, quel qualcuno che era Mirko che avevo appena lasciato e che poteva essere nei paraggi. Credo, per come sono andate le cose, che Mirko non ci sia stato, perchè ricordo chiaramente che al telefono, mentre l'ennesimo conato si impossessava di me, era la voce di Vins a chiedermi dove fossi. Devo ringraziarlo e non so come, per l'essersi preso un taxi da casa fino a dove avevo la macchina, per l'aver guidato al posto mio, rischiando di non riavere più la sua patente se ci avessero fermato, e per l'avermi ospitato a casa e aver sopportato i miei postumi e la mia fame che ha trovato pace con l'unica cosa che aveva, ovvero, dei taralli alla cipolla, che per quanto ora il solo pensiero mi disgusti, quella mattina sono stati la cosa più buona che potessi mai mangiare. E' stato inaspettatamente la persona più affidabile, su cui non avrei mai scommesso. Un sabato sera disastroso, se conto che il giorno dopo da casa sua ho fatto sosta alle Gru, come in stile autogrill, ho beccato M. che mi ha fatto riprendere con caffè e tost e pasticcini, ho dovuto vedermi la faccia da cazzo di Mirko, che ancora ha avuto il coraggio di chiedermi se alla fine avessi trovato o meno la macchina, ho beccato mia sorella e la sua collega per far loro compagnia a pranzo, per rivedere finalmente casa mia alle 5 del pomeriggio. Senza parole. E difatti questo sabato sono rimasta a casa.
Ho fatto tante cose questa settimana, dal portare mio nonno a far gli esami per il cuore, a mia mamma in spese e shopping negli angoli più remoti di Torino e provincia, ho parlato con un'altro professore che mi ha dato tante dritte e un libro pratico per scrivere la tesi, ho fatto anche un breve salto nel passato con il mio ex, con il quale ho passato una serata stra-romantica di quelle che succedono e non ti vuoi chiedere perchè e non ci penserai il giorno dopo e ho rivisto anche A. in facoltà, che mi ha fatto capire quanto sia ancora più distante e infattibile il nostro rapporto, se così si può definire. Anche se continua quella specie di attrazione inspiegabile che nessuno delle persone che ci conosce comprende, credo di essere arrivata a una personale conclusione della cosa, capendo che non è mai stata cosa fra noi e mai lo sarà. Dopo averlo rivisto ho avuto totale conferma.
Giovedì ho lavorato al pub e la proprietaria mi ha proposto un contratto a chiamata, del quale non so ancora bene se esserne felice o sentirmi intrappolata, per finire la serata all'Arcipicchia, dove Nico, l'altro proprietario mi deve aver preso veramente troppo in simpatia e mi ha chiesto se vado a trovarlo vicino l'ospedale dove lavora mia madre, che presto verrà ricoverato per un'operazione all'anca. Che dire, un okkei un pò tirato e poco convincente, ma va beh.
Invece ieri ho rivisto finalmente la mia best, con cui siamo andate assieme al suo ragazzo e a Skizzo ad -a p e r i t i v e g g i a r e- nel bar dove lavoro, correre prima della chiusura al centro commerciale a prendere il libro che mi serviva, e finire nell'altro posto dove lavoro, al pub. Naturalmente me l'hanno fatto notare loro, con la mia poca fantasia degli ultimi tempi non ci avevo proprio fatto caso. Serata per me divertentissima, mentre oggi, oggi non finiva più al bar. Ho avuto seri problemi a trattenermi da una crisi isterica. Ho finito tardissimo e con sta pioggia e il mio umore pessimo, è meglio che sia rimasta a casa. A fanculo tutti. Buonanotte.
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