Man mano con il tempo, le esperienze e le situazioni che si ripresentano di continuo in quella che è la vita di tutti noi, sento che c'è ancora qualcosa che mi sfugge.
Circostante fortuite o avverse, non so dire se centri la fortuna. Se è il destino a metterci mano o il libero arbitrio. Pensavo realmente potesse anche essere una semplice questione di kharma.
La sincerità prima di tutto, qualità troppo svalutata in questo periodo, non mi ha mai portato nessuna riconoscenza. Se è vero che per essere a posto con se stessi basti essere sinceri, non credo sia sufficiente per essere a posto anche con gli altri. Penso occorra un lavoro di comunicazione che difficilmente riesco a riscontrare nelle persone che ho intorno.
Posso dire tutto quello che penso, è vero, ma ci sarà sempre chi non capirà e male interpretare ogni mia parola, come fossi un alieno. O peggio, come se fosse una mia qualità terrificante, quella di usare delle parole che sono "troppo".
La parola esatta che diverse persone sono state capaci di usare per definirmi è maligna. Cattiva. Mi viene da ridere, perchè è davvero pazzesca la circostanza per cui mi viene sempre detta questa cosa. È sempre la stessa storia che si ripete. Possono essere amiche, amici, ragazzi che frequento, fidanzati.
Sono maligna quando principalmente le persone mi portano a svuotare il sacco su quelle situazioni per cui fino a prima avevo sorvolato, perchè fiduciosa speravo potevano essere soltanto dei miei personali pensieri distorti da ciò che era la verità. E questo sacco svuotato ha finora ricevuto bene o male sempre lo stesso tipo di reazione: risposte sorde e ferite nell' animo senza che sucitassero le minime domande. C'era già la risposta pronta: sei una persona cattiva, sei maligna. Perchè nessuno si comporta come me?
Se mi si dice qualcosa come può essere un rimprovero o una critica, cerco sempre di farmi un esame di coscienza personale, perchè ammetto che non sono un essere perfetto e posso sbagliare nei miei atteggiamenti verso gli altri, ed è un mio dovere dover capire i miei errori, valutando ciò che mi vien detto come la possibilità di poter rimediare a qualcosa che forse mi è sfuggito. Perchè dovrei pensare che mi vien detta una certa cosa per pura cattiveria? Soprattutto se mi vien detta da persone che mi vogliono bene? Perchè? Perchè le persone non capiscono che la verità per quanto possa essere brutta è la sola via per poter aprire gli occhi e vedere chiaramente? Perchè non sono libera di dire cosa penso, soprattutto dopo che ho chiuso gli occhi tante volte, dopo che ho dato speranza di potermi ricredere, inutilmente, sperando di sbagliarmi? Perchè non posso essere libera di dire quando per me è troppo e non tollero più, senza che per questo venga immediatamente travisata come persona cattiva, senza alcun processo, senza alcuna pietà?
Senza che nessuno provi minimamente a fare lo sforzo che ho sempre fatto io per gli altri... quello di cercare di capire perchè mi vengon dette certe cose... sono una stupida a credere che le parole servano a questo? A capirsi, principalmente? A migliorarsi? Se questo è il mondo in cui vivo, sono contenta di non farne parte. Spero per tutte le persone che hanno saputo dirmi certe cattiverie per questo futile mio motivo di aver detto semplicemente cosa era troppo per me, di aver detto le cose che pensavo, crude o brutte che siano, che non incontrino mai qualcuno di uguale a loro in questo, capace di avere la stessa crudele e sorda risposta che è stata imposta a me. Che mi ha fatto perdere qualsiasi speranza di poter recuperare, di farmi un' ennesima volta comprendere, di farmi andare oltre e poter perdonare.
Oggi ho perdonato e sono andata oltre, ma non come avrei voluto. Ho perdonato come chi è consapevole della sua buona fede e per questo non verrà mai capito. Come chi lascia libero il pensiero altrui, anche se diverso, anche se distorto, anche se ingiusto. Ho perdonato anche se dall' altra parte ho saputo ricevere solo altro male che mai mi sarei aspettata di ricevere... Anche se c'è chi pensa che chi tace acconsente, non è per niente vero. C'è chi tace perchè sa che ha davanti un sordo che sa vedere solo male di te. E allora le parole diventano inutili. E allora il fiato diventa sprecato. Sono andata oltre perchè me ne sono fatta una ragione, non posso passare la mia intera esistenza a farmi comprendere per ogni cosa. Nemmeno da chi mi conosce da una vita e dovrebbe capirmi a occhi chiusi, nemmeno da chi credevo essere la persona che avrei avuto amica fino alla vecchiaia.
Che questo vuol dire essere una persona sola, va bene, lo accetto e lo preferisco. Non ci sto ad altre regole che non siano quelle del libero pensiero e della libera espressione. Non ci sto a sentirmi presa in giro.
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