La giornata iniziata male come al solito, alimentata ancora di più dal fatto che non sopporto già più il nuovo taglio di capelli: non so come sistemarli e me li vedo ancora troppo lunghi. Inoltre il colore rifatto sabato scorso è in definitiva ancora biondo e la mia immagine riflessa in ogni angolo della casa mi urta, mi urta parecchio. Sono ancora troppo adorabile in questo stato e ciò che desidero è un nero, un bel nero corvino.
Continuando in quella che ormai è diventata la mia attività più interessante, aprire il browser per controllare i messaggi di posta, la sorpresa... la mail che aspettavo, ansia e speranza nell'attesa del caricamento, smontata subito dalla lettura delle poche righe a me concesse... Se ne parla per settembre. Questo il sunto che non merita più spiegazioni di questa.
In fondo sentivo che sprecavo tempo e speranze, perciò avevo anche smesso di mettermi a leggere il materiale raccolto. Ed esco di casa nel più assoluto abbattimento per la situazione, sparaflashandomi addosso tutte le conseguenze del caso...corro in auto, imprecando al nulla e buttando l'ipotesi di lasciar perdere tutto, accusandomi di perdere solo tempo, che non è la fine del mondo ma sono proprio stanca di stare appresso ai tempi degli altri. Sono stanca che ogni cosa sia sotto l'imposizione precisa di un determinato "momento" che non coincide mai con il mio. E andiamo avanti così, trascinandoci a ritmo di un bradipo, allungando questo stupido stato embrionale di costrinzione pura e dedita solo al temporeggiamento...
Rinviando come sempre i progetti che vedo via via sempre più sfumarsi per non arrivare mai, al dunque.
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