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domenica 9 gennaio 2011

Prove di tormento in una sera che tardava a incominciare.

Preda dello sconforto più totale ieri ho scritto queste righe.
Nella mia auto lercia come la mia anima..con la musica come vano tentativo di tamporare i pensieri...ma quelli sono più forti e corrono all'impazzata dove gli pare. Mi tormentano.

Sì mi rendo conto di quanto sia tormentata e mi arrendo, non trovo valide soluzioni che possano curarmi. Senza uno sputo da poter fumare, ormai non disturba neanche più la fame. Mi accorgo solo ora dell'arma a doppio taglio che ho creato da me, allontanandomi da tutti. Mi sento totalmente fuori dal mondo e dal tempo. (...) [Qua smetto di riportare ciò che avevo fermato sulla bozza del cellulare, nei soliti monologhi con me medesima, ma solo perchè a rileggerli oggi mi rendo conto che il mio stato d'animo è cambiato, per fortuna.]

Non tornerò comunque indietro. Tanto vale abituarsi. Ho anche pensato di leggere la lettera di G. che ho buttato dopo natale in un vano della mia car... Ho pensato, magari ho sbagliato a non volerla neanche leggere e forse dovrei dargli un'altra possibilità. Ferma un secondo, che cosa? Ancora? Ritiro immediatamente questa idea stupida dalla mia testa, non sarà la solitudine a tradire il mio pensiero, a farmi rimangiare la verità solo per un po' di compagnia. Che poi lo sai perfettamente, stupida rincoglionita, che sarebbe solo altro tempo sprecato.

Se voglio cambiare davvero e radicalmente, devo essere perlomeno ferma su ciò che è stato motivo di cambiamento. E io ho deciso che preferisco essere sola che male accompagnata. Remember.

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