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sabato 8 gennaio 2011

Postumi surreali

Un martini per favore. Scende giù tutto troppo in fretta, mi fumo una sigaretta. Torno dentro e mi accorgo che il bicchiere è rabboccato, Menomale, era quello che ti avrei chiesto, caro barista. Due parole e me lo fai un altro rabbocco per favore? Sono triste, non me ne volere. I pensieri voglio annegare, si parla della mia vita, ma perchè mi conosci così bene? Che ci posso fare se quel brillante non riesco a ricambiare? So che sola voglio stare.

S. mi incoraggia, mi considera fortunata. Ma su una cosa si sbaglia, del brillante io non sono innamorata. Mi dispiace, questo è vero, ma non ho alcun desiderio. Mentre D. mi ha capito, mi ha capito ma non è convinto. Interesse nel domani e in uno sconosciuto ho perduto già da un pezzo. Non trovo la pace se non solo per scherzo. Te lo ripeto, sola voglio rimanere. Così difficile da accettare?

Un martini, dai è l'ultimo e l'ultimo fu della serata. Un cerotto sulla mano, che ricordo chiaramente, me l'ha messo lui..che di me si è preoccupato, era lui quello ogni volta all'uscita dal bagno. Perchè ti sposi? Penso proprio di averglielo chiesto, oltre a un bacio e poi... il pianto. Che vergogna allucinante. Il passaggio fino a casa dal collega e la mia macchina che il mio segreto -non più così segreto- amore mi ha riportato... Non può essere più deprimente la serata dico io? Ebbene... No, perchè al peggio non c'è mai fine.

Aspettando le risposte che stentano sempre ad arrivare, stufa, sono uscita per andare direttamente a prendermele. Compagno di viaggio un pacchetto di patatine. Ansia, delirio, misto euforia e agitazione, vengono placati presto da una calma che mi raggiunge solo per via di una piccola giolla, e seduta su un letto, aspetto. Serietà nella voce e sul mio viso, sussurro domande all'interlocutore. -Sei felice?- gli chiedo. Come una sorta di sogno vivente, una musica triste mi svuota un po' gli occhi e a lungo il silenzio ci invade le bocche, non possiamo far altro che lasciarlo passare. Arresa alle mie tristi risposte, gli concedo di consolarmi con i baci di chi cerca di alleviare la sofferenza con una preghiera disperata perchè altro non ha il potere di fare...
e sconfitta torno a casa, sconfitta, mi appresto a cercare un nuovo inizio, più amaro e disilluso, ma nuovo sicuramente.

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