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domenica 30 gennaio 2011

Di nuovo domenica

Anche questa settimana è giunta al termine e come solitamente accade negli ultimi tempi, devo cercare di fare mente locale per ricordare tutto e in breve di fare un sunto. Martedì sono andata a tagliare di nuovo i capelli in una cosa come una mezzora e subito dopo sono corsa all'assemblea d'istituto che è stato un vero e deludente flop. Una mostra di scenografia organizzata all'ultimo alla stessa ora ci ha rubato gran parte degli studenti ed è stata annullata per mancanza di gente. Dopo un'ora persa così ho beccato Paola per pranzo con la quale mi son sparata una bella figura di *cacca* da Carpisa mentre cercavo un portafogli che alla fine non ho più trovato, ripiegando su un altro. Proprio dopo aver concluso l'acquisto, l'anti-taccheggio del negozio ha deciso di suonare solo per me all'uscita, facendomi sembrare la ladra di turno. Fortunatamente la commessa che ho conosciuto la settimana prima, e che abita vicino al bar dove lavoro si è fidata a lasciarmi uscire, anche perchè in dieci minuti che siamo state lì dentro, con altre mille commesse in quel buco di negozio, non avrei avuto assolutamente modo di rubare qualcosa!

Mercoledì ho fatto mille giri in auto fin dal mattino presto, accompagnando il nonno all'ospedale per mille e più visite, ho ricomprato la tinta e rifatto il colore finalmente *scuro* e la sera invece sono stata con la best Luna alla mostra di Io Espongo al Pastis a votare un amico che fa fotografia, tra l'altro molto bravo, se ritrovo il sito dove pubblica i suoi lavori lo linko qui.

Venerdì sera ho sostituito S. al bar e con grande stupore di tutti (compreso il mio nel vedere il loro) pare io abbia dimostrato non solo di essere più piacevole in versione mora, ma addirittura di cavarmela strabene a giostrami buffet e sala da sola, da meritarmi anche, oltre alle mance dei clienti, ancora soldi extra dai miei capi e ancora i loro complimenti. Cosa a cui non sono un cazzo abituata in tutta onestà, date le mie precedenti esperienze di lavoro, in cui i capi si fermavano a dirmi qualcosa solo se era per cazziarmi. Dopo il lavoro le corse: due feste di compleanno mi aspettavano. La prima in San Salvario, al Pane e Salam, una storica quanto piccola vineria dove si è svolto un contest di poesie organizzato dal festeggiato, con un prologo di freestyle di appena qualche minuto, giusto per dare il via alla serata. Bellino...Quattro poeti e poetesse hanno letto col cuore aperto i loro pensieri a tutti i presenti. Poi, una pausa a suon di chitarra e voce da parte di un ragazzo che anche se non mi sta molto simpatico, non posso dire che non abbia talento, la meringata, lo scarto dei regali, due chiacchiere e poi di corsa all'altra festa. Ritardata dalla mia perdita di orientamento che mi fa dimenticare dove percheggio ogni volta, finalmente raggiungo facce più conosciute. Conosco una ragazza di Berlino, con cui mi perdo completamente a parlare quasi incantata. Quattro risate sincere con l'altro festeggiato della serata con un cocktail che mi devo ricordare di non prendere mai più, al Mago Di Oz. Un kebab per completare la serata e via. Non potevo immaginare che il giorno dopo avrei patito le pene dell'inferno.

Difatti non sono riuscita ad alzarmi da letto se non all'una passata di pomeriggio, con un mal di testa alluncinante che mi trapassava il cervello da parte a parte, il normale quanto insostenibile mal di pancia da donna, e l'angosciante timer del conto alla rovescia nel vedere l'ora, che mi avvisava di avere a disposizione meno di 3 ore per riprendermi e andare a lavoro: cosa davvero impossibile. Dico solo che quando mi sono presentata al bar la domanda che mi hanno fatto tutti è stata cosa mi fossi fumata prima di arrivare.
D. è stato più carino del solito ieri, forse perchè ha capito che stavo male, ma non giustificabile in ogni caso. Troppo gentile, troppo contatto, troppe battute, troppo sorridente, troppo vicino, troppo adorabile. Credo che succeda perchè ho smesso di pensarlo e di conseguenza di cercare il suo sguardo mentre lavoro e cose del genere. Lavoro e cerco di non mettermi in situazioni ambigue, cosa che lui invece cerca costantemente di farmici finire. Viziata, coccolata e adorata, ieri, come si fa con un'amante. Cosa che io non sono. Adesso dice che sembro un tenero folletto. Ah, quanto ancora non mi conosce. E il solo fatto che sia stato ingannato anche lui dall'aspetto grazioso mi fa perdere immediatamente tutto il mordente che poteva essermi rimasto. Un motivo in più per continuare serena, per la mia strada.

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