Non ci credo, come il caso si dimostri estremamente sadico alle volte.
Sabato sera inverosimile. Mi becco dopo il lavoro in un localino storico vicino casa mia, con due miei ex clienti del pub dove lavoravo, tralasciando il perchè e il come mi sia ritrovata con queste due persone che, in fin dei conti, quando venivano al pub io non cagavo neanche di striscio...I tempi stranamente coincidono: il mio temporeggiamento con un negroski in loro compagnia, aspettando "l'ora X" ovvero la chiamata di M. che mi da gancio giust'appunto al pub in cui non metto piede da secoli, e i ragazzi che decidono di riportare le loro girls a casa. Un po' scocciata raggiungo M., questo perchè deve beccare due amiche di cui una che non posso proprio vedere per via di una storia lunghissima quanto odiosa a cui non dedicherò neanche 2 righe. Ciònonostante rivedo un sacco di facce amiche, a cominciare dalle mie ex colleghe, il mio capo buono, gli storici clienti e non mi pesa la presenza della ragazza odiosa. Per fare un chiaro riferimento non troppo offensivo, d'ora in poi la chiamerò La Rossa, se mai dovrò ancora citarla.
Una vodka mentolosa, un gancio per il solito localaccio dei Muri con Vins, che non a caso chiamiamo il peggiore, e via, altri amici ad aspettarci e il sorriso sulle nostre facce piene di vita. Il seguito della serata è un film psichedelico senza alcuna logica. Becchiamo Mirko e Dani, del quale ho volutamente evitato di parlare nei post precendenti anche se in effetti avrei dovuto farlo, e il motivo è presto detto: fin da subito mi ha dato modo di essere interessato, sembra sempre la stessa storia, lo so e me ne rendo conto, ma che ci posso fare? Inoltre si chiama come il ragazzo nerd a cui ero interessata io, e rischio di far confusione anche io nello scrivere, se non faccio attenzione. Ma non è questo il reale motivo per cui non ho citato Dani: il fatto è che non avevo neanche preso in considerazione un chiacchierone che gioca a fare il figo della situazione. Inoltre uno che lascia a piedi l'amico con cui è uscito, per tornarsene con la prima ragazza che è riuscito a intortare, per me è proprio inconsiderabile. E ieri ha ripetuto la stessa solfa. La sostanziale differenza è stata nel marcarmi più stretto e con fare da spot pubblicitario di una banca: "ma io sono diverso". Inutile, davvero inutile predicare bene, riempirmi di boiate assurde per convincermi di come funziona il mondo, che forse lo so più io -magari- che qualche anno più grandicella di lui lo sono -per fortuna- e poi? Tutto questo lavoro di parole finito con il suo stizzirsi nel vedere la mia persona che si fa due chiacchiere sincere con Amici, che a parer suo si è permesso di giudicare come un troieggiare libero, che -anche se fosse- chi sei tu che ti conosco appena per giudicare? Questa è la scusa per sentirsi "giustamente giustificato" nel buttarsi a pesce su una collega di M. appena beccata e conosciuta a ballare, che dio non la raccomanda neanche al più morto di figa sulla terra, la quale ovviamente ha accettato l'offerta e con cui, di nuovo, Dani ha finito serata abbandonando Mirko al suo destino.
Finita la triste quanto penosa presentazione di Dani, chiudo parentesi per raccontare l'allucinante concetrazione di incontri della serata. Mentre venivo assalita dal pressing di Dani, ho avuto la sfiga di beccare Bruno, di cui tempo fà avevo solo accennato a uno sfogo per una brutta e fastidiosa situazione in cui vedeva me sfattissima dalla serata, con l'altrimenti detto morto di figa che insisteva per farmi rimanere a dormire da lui, al che si può immaginare il mio disagio nel beccarlo ieri sera. L'escamotage proposto e in parte attuato da Dani per aiutarmi in questo incontro indesiderato, si è rivelato -come sempre- un mero e altro viscido tentativo di approccio mirato, consistente nel fingersi due inciucio-tipi che camminano abbracciati e ballano strusciandosi. Secondo Dani io sono stupida e Bruno è ancora più deficiente. Espediente o meno, abbiamo finalmente seminato Bruno nella passeggiata sul lungo Po, dai magazzini di Giancarlo 2 per entrare da Giancarlo 1. Per chi non lo sapesse, sarebbe più meno da un polo all'altro di tutta una serie di locali che si affacciano sul Pò. Prima di lasciare Giancarlo 2 però, il dramma: tra le facce sconosciute, spunta un dejavù. Guardo meglio, si tratta di una persona in carne ed ossa, si tratta di L.
L. è un ragazzo per cui sono stata un sacco male tempi addietro, per cui devo ancora dire grazie per la prima seria depressione in cui sono caduta, che mi ha vista rimanere a letto per più di un mese senza alcuna voglia di vivere, se non solo quella di piangere costantemente, e che ha dato poi il via a una catena di eventi successivi -volti al riprendermi- di cui non vado assolutamente fiera e che, al solo ricordo di lui, mi riapre conseguevolmente tutti i brutti ricordi legati a questa delusione. E tutto questo flash back è accaduto in quella frazione di secondo in cui l'ho rivisto, e non certa dei miei occhi, ho dato un'altra spolverata nel passato cercandolo di nuovo nella folla.
-Andiamo via- riesco appena a dire, voltandomi a quel fantasma, e una lunga sorsata al mio vodka redbull ghiacciato, con tanto di occhi strizzati al forte retrogusto di vodka, che il tempo di riaprire gli occhi mi è bastato solo a vedere una grossa mano prendermi la faccia e rendermi conto in pochi secondi, di essere stata presa in prestito come un Cicciobello, da un energumeno di 2 metri per 150 kili di nome Max, il quale mi solleva in braccio a modi sposa e comincia a roteare tra la folla, travolgendo M. Mirko e Dani, sotto gli occhi di L. e a rovesciarmi come in un cartone animato, appesa dai piedi e a testa in giù per finire con destreggianti piroette manco fosse stato lui una cheerleader e io la sua bacchetta per gli esercizi. Non ci credevo. Il mio piano di passare inosservata e sgattaiolare via è clamorosamente fallito in pieno senza ombra di dubbio.
Sconvolti un po' gli altri e tutti i presenti e finito lo spettacolo circense a modi "flash mob", riusciamo appunto ad andare da Gianca1 con Bruno perso per strada. Per farla breve, M. è sparita come al solito dietro ad A., mentre Dani nel frattempo intrallazzava sfacciatamente davanti a me con la collega di M., magari convinto anche di provocarmi chissà quale reazione -poverino- e così mi sono ritrovata a ciancare e ballare con la sola compagnia di Mirko, sulle scalette, lontani dalla bolgia del pogo appena sottostante, con cui tenevo occhio a tutta la scena come testimonial a una prima teatrale. Negare che l'impressione che mi sono fatta di lui era tutt'altra non avrebbe senso, per cui ammetto di essere stata troppo precipitosa, etichettandolo come un belloccio-fighetto-tamarro-senza cervello. E' così, detesto i fighetti che se la tirano, vuoi darmene una colpa? In realtà tutto è tranne che uno che se la tira o che fa il figo. Ma anche qui entrano in ballo troppi dejavù, il fatto che assomiglia impressionantemente a G., fa lo stesso lavoro di G., ha i suoi modi di fare, e poi questo "averlo già visto" ma diverso, che non ha un luogo o un tempo di riferimento...il fatto che è anche del mio stesso segno proprio come un altro disastro di ragazzino con cui uscivo, e la stessa età: tutti segnali che mi dicono di lasciar perdere, anche se... anche se ieri ho visto in lui tutt'altro che questi dettagli. Quando siamo andati a farci correggere i gin lemon troppo forti offerti dalla collega di M., in coda al bancone è capitato di parlarci a poca distanza e lì si è lasciato scappare la frase del via: non starmi così vicina che non capisco più nulla. E da lì è partito un simpatico pizzicarsi verbale che è divenuto presto un bacino provocante sul collo da lui, mio più grande tallone d'achille ahimè. Ma la mia diffidenza va oltre i cocktail bevuti e la possibile attrazione fisica data dal momento, e ho gentilmente "giocato" per il resto del tempo in cui eravamo abbandonati a noi, e molto argutamente ho impedito proprio sul clou di concerdergli le labbra optando e spostando l'attenzione su cause più giuste e divertenti che solitamente prevedono allegre farciture di cartine per calmare i bollenti spiriti. Ci siamo scambiati i numeri ma penso che non lo chiamerò. sono troppo quadrata quando si tratta di coerenza con ciò che penso e faccio e per principio so di non volere niente di programmato. Quindi non lo chiamerò.
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